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Gli ultimi Neandertal
Almas, Yeti e Uomini Selvatici tra mito e realtà
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LORENZO ROSSI
ISBN
978-88-6223-023-0
Sin dalle prime pagine che ho iniziato a scorrere di questo lavoro mi sono detto tra me: finalmente un libro di divulgazione di alto livello che parla seriamente ed onestamente di criptozoologia ! Infatti, dopo tanti testi e pubblicazioni su Yeti, Bigfoot, mostri lacustri di vario tipo, kraken, e così via, stilati con stile sensazionalistico, entusiastico e sovente parascientifico, v'era un assoluto bisogno di riportare la disciplina che studia gli animali "nascosti" o quantomeno misteriosi e/o inaspettati, nei suoi giusti ranghi e nella sua giusta collocazione. Innanzitutto va detto che l'autore, Lorenzo Rossi, pur essendo un semplice grande appassionato, cioè un ricercatore non professionista, può essere considerato, a tutti i livelli, e di gran lunga, il più grande criptozoologo italiano. Il suo approccio alle vicende e ai differenti casi, affascinanti e molto spesso coinvolgenti, è giusto, serio, scientifico. Egli vaglia e rivaglia tutti gli elementi inerenti qualsiasi notizia e
quasi mai giunge a conclusioni certe, sintomo che chiarifica quanto ancora c'è da approfondire su queste tematiche. Altre volte però Rossi è duramente scettico, in tutti quei casi dove il mito e l'assoluto bisogno di credere all'esistenza ad una qualche creatura sconosciuta, prendono il sopravvento sulla razionalità e sugli elementi inoppugnabili di una qualche ricerca degna di questo nome. Venendo all'argomento specifico del libro, si tratta di una disamina molto approfondita dei cosiddetti "yeti", degli "almas" o "almasti" (ominidi del Caucaso e aree limitrofe), e di altre supposte creature eurasiatiche. Ebbene l'autore sviscera con grande ricchezza di citazioni e particolari tutto quello che si conosce su questi ominidi, assai presenti nel folklore e nelle tradizioni di molti popoli dell'Eurasia. Sembrerebbero esistere testimonianze incontrovertibili sulla presenza di molte di queste creature, anche se l'autore, come è giusto che sia, cerca di inquadrare quale possa essere una giu
stificazione razionale che spieghi tali fenomeni. Insomma, partendo dal famoso caso dell'uomo dei ghiacci del Minnesota (che però sarebbe originario dell'Asia), si cerca di capire, in maniera assolutamente spassionata, se può esserci qualche elemento di verità, o che almeno merita approfondimento, sui numerosissimi avvistamenti di uomini delle nevi, uomini di montagna, etc. Il quadro dettagliato che Rossi propone di questo argomento circoscritto (infatti per una scelta precisa sono stati presi in esame solo gli ominidi di un preciso ambito geografico) è molto singolare: la conclusione definitiva non c'è, ogni lettore può farsi una sua idea, per forza di cose provvisoria, anche se i dubbi, a detta dell'autore, sono parecchi. La cosa che colpisce molto del testo è che non si vogliono affatto creare sensazioni fantastiche nel lettore, al contrario si vuole sempre ricondurlo con i piedi per terra. Insomma, questi fatti e queste testimonianze esistono davvero, anche se, almeno per quanto
se ne sa sinora, non esistono ancora prove definitive sull'esistenza reale di qualche creatura (uomini di Neanderthal relitti ? gigantopiteci ? o cos'altro ?). Per concludere un libro da raccomandare a tutti, appassionati e professionisti, zoologi, conservazionisti e primatologi, e, più in generale, a tutti i naturalisti.
Prof. Francesco M. Angelici, Dipartimento di Scienze Ambientali Università della Tuscia, Viterbo
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Libro |
Bianco & Nero |
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Formato |
14,8 x 21 (A5) |
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Copertina |
Morbida |
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Pagine |
200 |
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Editore |
Photocity Edizioni |
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Lingua |
Italiana |
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Categoria |
Saggi |
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Prezzo
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€14.00
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Sconto
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0% (€0.00)
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Totale
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€14.00
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2 Stralci
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Nittaewo, gli yeti dello Sri Lanka
Nel 1945 Hill pubblicò l’articolo “Nittaewo, un mistero irrisolto di Ceylon”, che creò scalpore nel mondo dell’antropologia sebbene non fosse destinato ad essere preso troppo sul serio. Il suo studio riportava tradizioni orali che i diretti discendenti degli ultimi Veddah purosangue dell’isola avevano raccontato agli esploratori2 sul finire del 1800, riguardo alla recente estinzione di una popolazione di piccoli uomini chiamati Nittaewo, che abitavano le inaccessibili montagne della regione di Leanama a sud est di Ceylon. Sebbene dall’aspetto fisico prettamente umano, la loro altezza si aggirava attorno al metro ed erano ricoperti un po’ su tutto il corpo da una peluria rossastra, sembravano inoltre apparentemente privi di un vero e proprio linguaggio articolato e comunicavano tramite incomprensibili borbottii e cinguettii simili a quelli degli uccelli. Dormivano in caverne oppure sugli alberi sopra piattaforme ricoperte da un tetto di rami e foglie, non utilizzavano armi e si nutrivano di qualunque cosa riuscissero a procurarsi, compresa la carne che i Veddah lasciavano essiccare al sole, abitudine che li portò ben presto ad essere considerati nemici da questi ultimi, che iniziarono a dar loro la caccia. Non potendo competere in battaglia, verso la fine del XVIII secolo gli ultimi superstiti sarebbero stati costretti a rifugiarsi dentro una caverna all’ingresso della quale fu acceso un grande falò i cui fumi intossicarono i fuggiaschi. L’ipotesi di Hill era che tutto quanto riguardava i Nittaewo non fosse soltanto una mera leggenda, ma potesse rispecchiare fatti realmente accaduti: le sue deduzioni circa la loro natura lo portarono a concludere che doveva trattarsi di “pitecantropi” arrivati sull’isola quando questa era ancora collegata al continente e lì sopravvissuti sino a tempi storici recenti.
(Rif. Pagina 13)
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10 Recensioni
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Marco Signore
30/09/2011
Voto: 5 / 5
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